23.03.18

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Tra le mille cose successe negli ultimi tempi, purtroppo il tempo per riordinare tutto e scrivere non c’è stato.

Potrei parlare del fatto che martedì ho praticamente litigato con la mia psicologa, ma che grazie a questo ho capito molto della terapia; del fatto che ormai ho tempo praticamente solo per disegnare, parte della mia vita che amo sopra tutto, anche se mi sta levando tempo per qualsiasi altra cosa; del fatto che mi manca solo lo step finale di eliminare il pollo e finalmente, dopo un anno di cambiamenti graduali, sto finalmente passando alla dieta (e conseguente stile di vita) vegetariano; o ancora, del fatto che la prossima settimana inizio per davvero il mio percorso di yoga dopo averlo sentito per molti anni.

Potrei parlare di questo e molto più, eppure per qualche motivo, nonostante siano tutte cose per me importanti, non sento sia necessario adesso entrare nel dettaglio di ognuna di loro.

Immagino che a volte semplicemente fare il punto della situazione è tutto ciò che ci serve.

10.03.18

Pensavo di star andando bene, ma invece sto realizzando sempre di più come mi ritrovo a cadenza regolare a lottare sempre con le stesse cose.

Questa settimana tra crisi depressive e ansiose è stata a dir poco tremenda e l’aver discusso, da una parte, con una persona vicina e dall’altra la lontananza (materiale) di una persona cara, seppur per pochi giorni, mi sta facendo sì impazzire, ma capire varie cose di me.

La solitudine è una bestia e questo non smetterò mai di ripeterlo. Negli anni è diventata talmente logorante da essere arrivata al punto ormai che la minima prospettiva di stare “da sola” anche per breve tempo mi fa impazzire. Da sola tra virgolette, perché in verità lucidamente mi rendo conto di non esserlo. E questa è la parte che capisco bene, ma che mi fa nonostante tutto davvero molta rabbia: ovunque vada ho un riscontro positivo da chiunque, eppure la mia autostima è praticamente inesistente e il senso di inadeguatezza è forte.

Sto capendo che non dovrei attaccarmi troppo ai rapporti, perché è la dipendenza che li inquina e finisce per rovinarli, cosa che non voglio affatto, ma il pensiero di perdere mi fa talmente male e paura che farsi afferrare per pazzi appare come inevitabile.

Non so più che dire, vorrei solo riuscire a trovare la forza per oppormi a questi pensieri, ma è difficile quando di forza senti davvero di non averne più.

Vorrei che ci fosse un modo, ma non so più dove sbattere la testa.

21.02.18

Esattamente come avevo previsto nello scorso post, alla minima cosa sto male e sono crollata esattamente come tutte le altre volte o quasi. Lo so che con grossa probabilità domani o al massimo entro due giorni sarà anche passato, ma mentre ci sei dentro, le cose pungono eccome.

Capisco sempre di più che buona parte della solitudine attuale che soffro deriva dalla paura di esprimere i miei sentimenti; paura dovuta all’effettiva mancanza di una persona che li capisca davvero e li accolga a pieno senza doverne necessariamente trovare qualche fine catastrofica pronta all’agguato, che non sia mai poi “ti attacchi troppo” e gli intralci l’esistenza.. come se potesse fregarmene davvero di mettermi a fare inciarmi simili che non sono nemmeno capace di pensare e che onestamente nemmeno mi interessano.

Per quanto ci si possa illudere di aver trovato una persona esattamente come noi, è importante tenere a mente proprio questo: è e sarà sempre un’illusione e basta.

Non esiste spazio per me da nessuna parte.

17.02.18 – “cos’è che va bene?”

Negli ultimi giorni ho aperto non so quante volte wordpress per scrivere qualcosa, per poi ritrovarmi solo con una serie di bozze composte solamente dal titolo, puntualmente la data del giorno. A dirla tutta sto vivendo un momento molto bello, ma per qualche motivo mi trovo senza parole. Credo sia perché sono sempre stata abituata a scrivere per sfogarmi e in fondo che sfogo può mai esserci in un periodo che va bene?

Direbbe la mia psicologa davanti a una frase del genere, “cos’è che va bene?”, perché fare il punto della situazione è sempre utile.
E io direi, per non cadere nell’inutile risposta “tutto” oppure “niente”, in questo momento direi che va bene l’arte, va bene lo studio; abbiamo fatto la verifica di illustrazione martedì e mi sono state dette cose talmente belle che mi sarei messa a piangere davanti a tutti, ma soprattutto cose talmente belle che mi hanno dato la carica per riuscire anche negli argomenti per i quali non dormivo la notte e nei quali credevo non sarei riuscita mai neanche un minimo (com’è vero che, come dico sempre, il pensiero è azione e tutto nasce e comincia dalla nostra testa).
Direi che vanno bene i rapporti, che in realtà sono sempre andati bene ma non avevo più l’emotività per sentirlo, pur avendo la mente per capirlo in senso logico. E’ strano da spiegare, ma è un limbo in cui ho vissuto per un po’ di tempo. Aver finalmente trovato la comprensione che cercavo in una persona che la vita mi ha portata a trovare non molto tempo fa mi ha aiutata anche nel vivere i rapporti che già avevo, quindi a dare ancora più valore a chi ne aveva già, ma soprattutto ad estirpare le erbe cattive e smettere di darle spazio nel mio giardino. Spesso è davvero tutto ciò di cui abbiamo bisogno per stare meglio sotto vari aspetti.
E direi pure che, senza scendere in dettagli, anche in famiglia va decisamente meglio e non me l’aspettavo.

Ma soprattutto, azzarderei quasi a dire che vado bene io. Ebbene sì. Dopo un lungo periodo in cui, come per i rapporti, nonostante una lucida consapevolezza della mia persona non riuscivo ad apprezzarmi nemmeno per sbaglio, adesso ho iniziato a dare ascolto a chi mi ama per poter riuscire, seppur piano piano, ad amarmi anche io. Sicuramente darmi abbastanza valore da estirpare le famose erbacce che dicevo è qualcosa che considero un enorme passo avanti, se non forse il più importante.

La strada è lunga e c’è ancora tanto lavoro da fare, siccome già so che alla minima cosa negativa avverrà il crollo com’è sempre avvenuto. Però per come stavo non molto tempo fa, per me tutto questo è un risultato del tutto inaspettato. Inaspettato sì, perché a una certa davvero ho smesso di vedere la via d’uscita al punto che mi sembrava inutile anche provare a crearmela. Adesso invece è diverso: sto riuscendo a costruire le mie giornate così come ho sempre desiderato e non esiste cosa più bella. Tutto gira attorno all’arte e all’amore per ciò che mi circonda e sto riscoprendo, dopo vari anni, la bellezza e la serenità di tutto questo.

In un altro momento probabilmente avrei detto, “chissà quanto durerà” e in parte probabilmente lo penso ancora. Però con una differenza: stavolta sono davvero intenzionata a farlo resistere e durare.

11.02.78 – per la serie, tornerei indietro e mi abbraccerei

Ho appena finito di ripulire una mia vecchissima galleria deviantART in cui ho postato foto per anni nel periodo del liceo e la sensazione che questa cosa mi ha lasciata è talmente strana da non riuscire a trovarle un nome – una enorme, dolce malinconia talmente forte da farmi letteralmente mancare il fiato.

Ripercorrere la mia vecchia gallery, alla quale mi dedicavo sempre con tanta attenzione e amore, ha riportato alla mia mente tutte le emozioni e le sensazioni che vivevo in quegli anni, così forte che è come se le vivessi ancora adesso – perché in realtà, a modo loro, le vivo ancora adesso. Mi ha ricordato tutti i miei desideri, le mie ambizioni, le mie inclinazioni.. ma mi ha ricordato anche tutte le insicurezze – enormi – che mi hanno impedito di seguirle e viverle come avrei voluto.

Ricordo quando vivevo tutto da dietro alla mia prima reflex, una maniera tutta mia per rifugiarmi in un certo modo quasi materialmente nella mia testa, la mia maniera per sfuggire alla solitudine (sempre lei che mai se ne va) e dare forma a quel bisogno di colore che avevo nella mia vita.
Ero sempre molto scettica sull’accostamento fotografia-ricordi, perché il mio fotografare era legato a un fatto estetico e non a un voler immortalare un’esperienza. Perché ricordo ancora il mio ragionamento dietro questo: la mia vita era di un monotono assurdo. Non avevo amici, non uscivo quasi mai e la mia esistenza si svolgeva solo in casa e in famiglia. Ne ero triste da una parte, ma dall’altra non era poi così male (anche se poi a lungo termine ha avuto il suo impatto negativo su di me, che riguarda molto ciò di cui sto scrivendo, ma di cui ne sto già parlando abbondantemente con la mia psicologa). Eppure, mi rendo conto a distanza di anni, che in quelle foto che consideravo solo estetica, c’è molto di più di quanto potessi immaginare – c’è davvero un ricordo dietro ognuna di loro. Perché a riguardarle, io ricordo ancora esattamente il periodo in cui le ho scattate, il luogo, il momento – ma soprattutto ricordo come mi sentivo io mentre scattavo e con esso tutto ciò che vivevo in quei periodi e che c’era dietro esattamente nel momento in cui ogni singolo scatto è nato.

Ero insicura, avevo paura di esprimermi a pieno, in ogni modo e in ogni forma. Eppure, dentro di me pensavo che la mia vita avesse tanto potenziale e che un giorno lo avrei tirato fuori. Non avevo per niente torto e la vita me lo sta dimostrando giorno dopo giorno.

Non credevo mi sarebbe mai successo, ma vorrei davvero andare dalla me piccina del passato e dirle, “non ti preoccupare, vai benissimo così come sei; avrai le tue difficoltà, saranno enormi, ma in un modo o nell’altro troverai sempre il modo di farcela, come in un certo senso stai facendo già ora. Sarà dura, ma anche se ti sembra impossibile, riuscirai ad iniziare a somigliare ai tuoi desideri, farai le cose che hai sempre voluto nel modo in cui hai sempre sentito e anche se avrai tanti dubbi e tanti pensieri, ripensamenti e rimpianti, lo capirai al momento giusto e lo riconoscerai e sarai esausta, ma in fondo sarai anche indescrivibilmente contenta.”

E’ inevitabile pensare a come sarebbe stata la mia vita se solo avessi avuto più coraggio, se solo avessi dato totalmente forma a ciò che sentivo dentro, è difficile non pensare che ora, su molte cose, sarei molto più “avanti”, se solo avessi potuto evitare gli anni di insicurezza diventata poi depressione troppo presto, se solo non avessi avuto il dolore che ho avuto..

Eppure più scrivo, più realizzo che sto bene così adesso.

E realizzo che forse dovrei dare ascolto alla me piccina del passato, che mi sta parlando proprio ora e che a modo suo mi dice, “avevi ragione e sono orgogliosa di te.”